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Guardia Particolare Giurata: guida pratica su come diventarlo, quanto costa e cosa aspettarsi

C’è chi ci arriva dopo anni nelle forze armate, chi dopo un lavoro in fabbrica o nel commercio, chi semplicemente cerca un impiego stabile in un settore che non si ferma mai. La figura della Guardia Particolare Giurata — GPG, nel linguaggio di chi lavora nel settore — è una delle più regolate e, al tempo stesso, delle più fraintese del mercato del lavoro italiano.

Non si diventa GPG scaricando un modulo. Ci sono requisiti di legge, un iter burocratico preciso, un esame finale e una nomina che passa per la Prefettura. Chi entra nel settore convinto che basti “fare il corso” si trova spesso impreparato davanti alla realtà. Questa guida serve esattamente a evitarlo: capire cosa serve, quanto costa, quanto tempo richiede e, soprattutto, che tipo di carriera si può costruire.


Il quadro giuridico: cosa dice la legge

Tutto comincia dall’articolo 138 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), il testo che da decenni regola l’attività di vigilanza privata in Italia. Questo articolo stabilisce i requisiti minimi per ottenere il decreto di nomina a Guardia Particolare Giurata e definisce anche lo status giuridico della figura: nell’esercizio delle proprie funzioni di custodia e vigilanza dei beni, la GPG riveste la qualifica di incaricata di un pubblico servizio.

Non è una qualifica simbolica. Significa che le azioni compiute nell’esercizio del servizio hanno rilevanza pubblica e che eventuali reati commessi in questo contesto ricadono in un perimetro normativo preciso. È un dettaglio che molti aspiranti GPG ignorano, ma che definisce la natura profonda del ruolo.

La nomina, prevista dall’art. 138 del TULPS, non viene rilasciata direttamente dall’istituto di vigilanza: passa per la Prefettura territorialmente competente, che verifica i requisiti, valuta la documentazione e concede l’autorizzazione a esercitare il servizio.


I requisiti: chi può fare domanda

I requisiti di accesso sono fissati dalla normativa e vengono verificati in sede di istruttoria prefettizia. In sintesi, per poter aspirare alla nomina è necessario

  • Essere maggiorenne

  • Essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione Europea

  • Saper leggere e scrivere (requisito formale, ma ancora presente nella norma)

  • Essere in possesso almeno della licenza di scuola secondaria di primo grado

  • Non aver riportato condanne penali incompatibili con l’incarico

  • Non avere carichi pendenti ostativi

  • Essere idoneo dal punto di vista psico-fisico

  • Possedere requisiti di buona condotta morale e civile

Quest’ultimo punto è più sostanziale di quanto sembri. La buona condotta viene valutata discrezionalmente dall’autorità competente e può incidere sull’esito della nomina anche in assenza di condanne formali. È un aspetto su cui è bene informarsi in anticipo, eventualmente con il supporto di un professionista legale o tramite l’istituto di vigilanza che gestirà l’assunzione.


Il percorso: passo dopo passo

1. Trovare un istituto di vigilanza

Il primo passaggio — spesso il più sottovalutato — è candidarsi presso un istituto di vigilanza autorizzato. Non è possibile avviare autonomamente la procedura per la nomina a GPG: il decreto prefettizio presuppone un rapporto di lavoro con un soggetto abilitato. In pratica, si entra nel settore attraverso un datore di lavoro, non da freelance.

La scelta dell’istituto conta. Un’azienda solida gestisce l’iter in modo ordinato, offre supporto nella raccolta della documentazione e garantisce formazione di qualità. Prima di accettare una proposta, è utile verificare che l’istituto sia in possesso della licenza prefettizia di cui all’art. 134 del TULPS.

2. La formazione obbligatoria

Una volta individuato il datore di lavoro, inizia la fase formativa. Il Decreto Ministeriale n. 269 del 1° dicembre 2010 — disponibile sulla Gazzetta Ufficiale — stabilisce i requisiti minimi di formazione per le GPG, fissando un percorso di base di 48 ore.

Questo modulo deve essere erogato da enti autorizzati e copre le seguenti aree principali:

  • Normativa di pubblica sicurezza: TULPS, codice penale, diritti e limiti operativi della GPG

  • Tecniche operative: controllo accessi, gestione di situazioni critiche, procedure di emergenza

  • Sicurezza sul lavoro: normativa D.Lgs. 81/2008, uso dei DPI, rischi specifici del settore

  • Diritto del lavoro: CCNL di riferimento, diritti e doveri contrattuali

  • Uso degli strumenti di servizio: compreso, se previsto, l’addestramento al maneggio delle armi

Al termine del corso si sostiene un esame finale. Il superamento dà diritto all’attestato di formazione, che è uno dei documenti richiesti per avviare l’iter prefettizio.

3. La documentazione da raccogliere

Dopo la formazione, si compila la documentazione da presentare alla Prefettura tramite l’istituto di vigilanza. L’elenco standard comprende:

  • Attestato di frequenza al corso di aspirante GPG

  • Certificato penale del casellario giudiziale

  • Certificato dei carichi pendenti

  • Certificato medico di idoneità fisica e psichica

  • Certificato anamnestico del medico curante

  • Documento d’identità valido e codice fiscale

  • Due fotografie formato tessera (una autenticata)

  • Marca da bollo

  • Eventuale certificato di residenza e stato di famiglia

Per i cittadini stranieri comunitari è richiesta documentazione aggiuntiva che attesti la cittadinanza e la regolarità del soggiorno.

4. La nomina prefettizia

Il titolare dell’istituto di vigilanza redige il decreto di nomina e lo presenta, con tutta la documentazione, alla Prefettura competente. L’ufficio istruisce la pratica, verifica i requisiti soggettivi e — in caso di esito positivo — rilascia il decreto che autorizza la persona a operare come Guardia Particolare Giurata.

I tempi dell’istruttoria variano da Prefettura a Prefettura e dipendono dal carico di lavoro amministrativo. In alcune zone si parla di settimane, in altre di qualche mese. È un dato di realtà con cui fare i conti quando si pianifica l’inizio dell’attività.

5. Il porto d’armi (se richiesto)

Non tutti i servizi GPG richiedono l’armamento. Per quelli che sì — vigilanza armata, trasporto valori, piantonamento di siti sensibili — è necessario ottenere anche il porto d’armi, rilasciato dalla Questura su autorizzazione del Prefetto.

La documentazione aggiuntiva per il porto d’armi comprende il certificato di idoneità al maneggio delle armi, visite mediche specifiche e ulteriori marche da bollo. Il processo è parallelo alla nomina GPG ma richiede una pratica separata.


Quanto costa diventare GPG

Il costo complessivo dell’iter non è immediato da stimare perché dipende da più variabili: la regione in cui si opera, l’ente formativo scelto, il profilo del candidato e la necessità o meno del porto d’armi.

Costo del corso di formazione (48 ore): oscilla generalmente tra i 300 e i 400 euro.

Costi della documentazione prefettizia: certificati, marche da bollo, visite mediche, fotografie e spese varie si attestano complessivamente intorno ai 900-950 euro, come documentato da chi ha affrontato l’iter. Di questi, la fetta più consistente è rappresentata dai certificati medici (idoneità psico-fisica, certificato anamnestico) che da soli possono superare i 100 euro.

Costi per il porto d’armi: aggiunte marche da bollo, tassa di concessione governativa (€ 7,75), visita per idoneità al porto d’armi e ulteriori certificazioni.

Un punto importante da conoscere: in linea di principio, secondo quanto previsto da alcuni contratti collettivi, i costi del decreto di nomina e del porto d’armi possono essere a carico del datore di lavoro. Nella pratica, non sempre accade. Prima di firmare un contratto, è opportuno chiarire questo aspetto per iscritto.


Il CCNL e la retribuzione

Il rapporto di lavoro di una GPG è regolato dal CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, disponibile sul sito della Filcams CGIL e dei principali sindacati di categoria. Il contratto attualmente in vigore è stato rinnovato nel 2024 e scadrà il 30 novembre 2027.

La retribuzione di una GPG dipende dal livello contrattuale assegnato, dall’anzianità e dal tipo di servizio svolto. Ecco una fotografia aggiornata, basata sulle tabelle in vigore dal 1° dicembre 2025:

Livello / Profilo Lordo mensile Netto mensile stimato
GPG – 6° livello ~ €980 netti ~ €960 netti
GPG – 5° livello ~ €1.060 netti ~ €1.040 netti
GPG – 4° livello (base) ~ €1.350 lordi ~ €1.050 netti
Caposquadra ~ €1.600 lordi ~ €1.230 netti
Coordinatore ~ €1.850 lordi ~ €1.400 netti

Ai valori base si aggiungono maggiorazioni per il lavoro notturno (+30%), per gli straordinari (+25%), per i giorni festivi e per eventuali indennità di rischio o specificità del servizio. In alcuni contesti specializzati — portavalori, antipirateria, aeroporti — la retribuzione netta supera i 1.200-1.700 euro mensili.


Le prospettive di carriera

È qui che molti si sorprendono. La GPG non è un ruolo statico: è il punto di ingresso di una carriera che può evolvere in direzioni diverse, sia all’interno degli istituti di vigilanza sia verso posizioni esterne al settore strettamente operativo.

Crescita interna

Con l’esperienza, una GPG affidabile può accedere a:

  • Guardia Senior: maggiore responsabilità operativa, assegnazione a servizi più delicati

  • Caposquadra: coordinamento di un gruppo di operatori durante i turni

  • Supervisore di sicurezza: gestione operativa di più unità sul territorio

  • Manager della sicurezza: responsabilità strategiche e organizzative dell’azienda

La progressione dipende quasi sempre da tre fattori: affidabilità dimostrata nel tempo, disponibilità a formarsi e capacità di gestire situazioni complesse con giudizio.

Specializzazioni

Il settore offre anche percorsi specialistici che portano a ruoli distintivi e meglio retribuiti. Tra i più rilevanti: trasporto e gestione valori, sicurezza aeroportuale, protezione personale, sicurezza antipirateria e — con formazioni aggiuntive — cyber security e risk management.

Uscite verso altri settori

Le competenze di una GPG si trasferiscono bene anche al di fuori della vigilanza privata. Chi costruisce un profilo solido può accedere a ruoli di security manager aziendale, consulente per la sicurezza, formatore professionale o — tramite concorso pubblico — alle forze di polizia. La conoscenza della normativa di pubblica sicurezza, delle procedure operative e della gestione del rischio è un patrimonio spendibile in molti contesti.


Cosa non fare: gli errori più comuni

Qualche avvertimento, prima di iniziare.

Il primo errore è pensare che l’attestato del corso sia sufficiente per lavorare. Non lo è: senza la nomina prefettizia, non si può operare come GPG. Il corso è necessario ma non sufficiente.

Il secondo errore è ignorare l’importanza della buona condotta. Episodi passati, anche non sfociati in condanne, possono incidere sulla valutazione della Prefettura. Meglio saperlo prima.

Il terzo è sottovalutare il peso psicologico e fisico del lavoro. Turni notturni, servizi in ambienti difficili, gestione di situazioni di rischio: questa professione richiede equilibrio, disciplina e resistenza allo stress. Chi la affronta come ripiego raramente ci si trova bene.


I riferimenti istituzionali da tenere a portata di mano

Per chi vuole approfondire o avviare la procedura, ecco i siti istituzionali di riferimento:


Diventare Guardia Particolare Giurata richiede metodo, pazienza burocratica e una valutazione onesta delle proprie motivazioni. Chi affronta il percorso con ordine e chiarezza trova un settore che offre stabilità, continuità e — per chi investe sulla propria crescita — margini reali di sviluppo professionale.

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